Ma… che cos’è il BARBACANE?

‘scolta!
Domenica 14 luglio, ore 08.45, zona d’attesa presso il ponte sul fiume Brenno, area Buzza di Biasca: 8 “destrieri” (4 Jeep, 2 Pinz, 2 Puch) coi loro “cavalieri” ed accompagnatori sono pronti a sferrare il loro pacifico attacco al poco distante Castello di Serravalle ed al pendio destro della Valle del Sole. Una cordiale stretta di mano, le puntuali info da parte degli organizzatori e via.
Il successivo appuntamento è al bivio per Corzoneso, dove incontriamo Röbi con moglie e Jeep, soci di un Club zurighese simile al nostro, che sono appositamente venuti alla nostra uscita per “materializzare” la conoscenza, finora solo verbale, in vista di una gita “gemellata”, prevista per l’anno prossimo.
E adesso, su fino a Leontica dove si “agganceranno” gli Haflinger degli amici Armando e Ferréol portando il convoy ad 11 veicoli, preceduti, a mo’ di apripista (siamo in un contesto sciistico) dal presidente del Patriziato, Valerio Gianora, in sella ad una bella moto d’epoca da motocross. Aggancio ben riuscito (per restare in tema con il 50.mo anniversario dello sbarco sulla Luna) e… avanti, tra prati e boschi sulla “sterrata”, fino a giungere all’Alpe Tarch che ci appare sbucando da un’abetaia: un posto incantevole, per il momento disabitato, dove probabilmente lepri e volpi, ogni sera, si augurano la buonanotte.
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HafliPinz Ti? … Superdays!

Così si dice nel nostro Club, dalle distintive prestazioni, di appassionati dei veicoli militari d’epoca, delle gite in reconditi luoghi della nostra regione che resterebbero impraticabili senza la tenace “tessitura” di contatti che il nostro Comitato attiva. In questo senso, anche questa volta, per il dì dell’Ascensione siamo andati “extra muros” (… col dovuto rispetto: non lo fa solo il Consiglio Federale).
Appuntamento al Caffè del Coronado, in Mendrisio: 7 veicoli presenti (se ne aggiungeranno altri due degli amici lombardi) e 18 partecipanti. Saluto di benvenuto… e via! Maslianico, Cernobbio e poi su per una tortuosa stradina tra case e residenze signorili “appese” all’erto pendio come nidi di rondini e la possibilità di godersi un imperdibile panorama su… quel ramo del Lario che volge a ponente. Ovviamente il panorama di Como e di alcuni dei monti che lo sovrastano e che andremo ad esplorare. Cominciamo dal Bisbino dal cui terrazzo in vetta, accanto al pregiato Santuario, lo sguardo spazia sul vicino Sasso di Gordona, quindi giù, attraverso la Valle di Muggio, fino al Generoso ed oltre, sulla catena delle Alpi che si apre ai nostri occhi come un ventaglio, col lontano Wildstrubel, un “accenno” di Cervino ed il superbo Monte Rosa (per non citare che alcune vette).

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La Classica di primavera sulle rampe verso la Cima di Medeglia nel giorno degli “Historic Vehicle Days”

17 veicoli hanno risposto al richiamo dell’inossidabile organizzatore per una classica di inizio stagione che non imponeva estenuanti trasferte su asfalto (e qui parlo da copilota di Haflinger). Ritrovo di buon’ora sul Moscendro, luogo dove la placca africana incontra quella europea e, di conseguenza, luogo di separazione dell’Africa dal Polo: da qui la spiegazione delle enormi differenze tra le due popolazioni aborigene. La meteo prometteva una giornata estiva ma, per dirla con Paolo Conte, il sole era un lampo giallo al parabrise (1975). E l’aria frizzante è stata compagnia durevole per haflingeristi e jeepaioli. Una dovuta info a pinzgaueriani e pucheristi ben chiusi nelle loro cabine e magari con un filo di riscaldamento acceso e poi via! Lasciato Robasacco alle nostre spalle, senza esser stati depredati dalla popolazione locale che nei tempi passati appoggiava logisticamente predoni e banditi che taglieggiavano e derubavano i viandanti sulla via del Ceneri, con agiosa e facile carrareccia, eredità militare della Prima guerra, ci siamo portati al Punto 1050, accesso alla ben più gustosa tratta che conduce in prossimità della Cima di Medeglia, che presenta un fondo talora scolpito in viva roccia, talora di notevole ripidità: Leggi tutto “La Classica di primavera sulle rampe verso la Cima di Medeglia nel giorno degli “Historic Vehicle Days””

Inossidabili i partecipanti… e, quasi, anche i mezzi!

Inossidabili… si sono presentati i nostri soci alla prima attività della “15a stagione di HafliPinz Ti” cioè al Controllo tecnico presso l’Officina della TPL SA, gentilmente messaci a disposizione.

Con i proverbiali impegno e passione, Giulio, Franco e Moreno hanno condotto e svolto, in modo professionale, una verifica dettagliata delle parti meccaniche sui veicoli iscritti (dall’Haflinger al Pinzgauer, dalla Ford GPW alla Mutt e ai Puch, fino al camion Steyr G 680). Per tutti questi veicoli è stato allestito un puntuale protocollo tecnico d’ispezione, poi rilasciato ai proprietari. Questo impegno lo hanno potuto constatare anche i quattro ‘esperti’ del Servizio collaudi della Sezione Cantonale della Circolazione in Camorino che il Comitato di HafliPinz Ti ha invitato per l’occasione. Lo scopo? Perché HafliPinz Ti, dimostrando notevole lungimiranza, ha dato seguito all’idea che in tal senso si persegue un sano spirito di collaborazione tra la Sezione sopraccitata e i vari Club di veicoli d’epoca ticinesi – membri delle associazioni mantello nazionale SHVF (Swiss Historic Vehicle Federation) e internazionale FIVA (Fédération International des Véhicules anciens). Tale idea era scaturita in occasione di una riunione con i vertici della Sezione, il 27 febbraio scorso, a Camorino. Questi vertici sono stati felicemente (speriamo) sorpresi dai numerosi e attivi rappresentanti delle varie associazioni presenti in quella sede.

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Pranzo di chiusura attività 2018

… e Dame e Cavalieri di HafliPinz Ti si radunarono all’ombra del (Grotto del) Faggio secolare di Madonna d’Arla per una solenne agape…

Certo, l’ambientazione poteva richiamare una sceneggiatura medievale… se si eccettuano i mezzi per effettuare la trasferta.

Dunque, in concreto: tra Dame e Cavalieri eravamo in ventiquattro seduti ad una tavolata ad “U” che davvero richiamava quella dei Cavalieri della “Tavola Rotonda”. D’altronde, anche il menu con maialino al forno e patate (pure al forno), verdurine al profumo di funghi con, addirittura, presentazione “live”(vedi foto con vassoio sostenuto da Fausto) ci ha portati in un ambiente da nobili cavalieri.

A seguire, uno squisito gelato al gusto d’uva affogato nella grappa nostrana.

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Uscita sotto le stelle: Alpe della Bolla (*) sopra Cadro

Dopo la pubblica lavata di testa da parte del nostro capo per aver paragonato l’ultima uscita d’apertura ad un cibo quotidiano brodoso (che oggi in onore dei nostri jeeppisti TI/USA chiamerei “bread & brö”) mai più oserò ledere l’onore degli organizzatori alludendo a ripetizioni, a dei déjà-vu.
Al breefing, sentito applauso di sostegno al nostro presidente Mirto reduce da una revisione all’impianto idrico presso l’EOC, coronata da successo.
Partenza in ben assortito convoy (tre Pinz, due Hafli, tre Jeep, un Puch) verso il monte Pianezzo, con le ruote, complice la “sücina”, appena inumidite dai due guadi. Al monte ci attendevano per il Pinzaperitivo i sempre disponibili Catella Brothers in compagnia di un’arietta che scendeva dai Denti della Vecchia. Il ritorno ai veicoli è caratterizzato da uno slalom tra deiezioni bovine ben mimetizzate nell’oscurità: come da locandina si consigliava di non dimenticare la lampadina tascabile ed io, ligio ai comandi, avevo in tasca la lampadina e non la pila. Via in direzione Bolla con la sempre piacevole deviazione sulla sterratona in zona Strada di Ort e, al traguardo, operazione di parcheggio in retromarcia al buio con il duplice scopo di giudicare la perizia dei conducenti e di bloccare i soliti asociali che, dopo l’ammazzacaffè, si danno a rapida fuga senza unirsi ai cori di autoctono sapore.
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Festa federale di ringraziamento: HafliPinz Ti c’era!

“… La nebbia agli irti colli piovigginando sale…” e HafliPinz Ti sale anch’esso, ma per scacciarla, con l’entusiasmo dei suoi tenaci soci. Dieci veicoli, e tra questi anche l’Haflinger dell’amico vallesano Eddy, si danno appuntamento nei pressi dell’uscita autostradale di Chiggiogna per un caloroso saluto di ritrovo. Tempo coperto, ma gli “impermeabili” non demordono. Ci si incolonna e, passando da Piotta, ci si arrampica verso il Ritom: prima incontriamo il villaggio di Altanca e poi la diga. Quindi costeggiamo il Lago Ritom per poi salire, oltre la barriera che ci è stata aperta e fiancheggiando il Lago Cadagno, fino allo stallone e al caseificio dell’Alpe Piora. Lì, in pochi minuti, il nostro staff monta un gazebo per ospitare l’aperitivo di HafliPinz Ti, ma prima di tutto Vittorio fa delle comunicazioni ai presenti e, tra queste, c’è anche quella triste del congedo definitivo dall’amico Alex Pizzotti.
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Con HafliPinz Ti ne’ “Il fondo del sacco” di Plinio Martini

Splendida uscita coi nostri veicoli storici, nonché altro appuntamento con la Storia il 18.08.18. Dodici i mezzi “ruspanti” e 25 i partecipanti. Ritrovo sul Passo del Monte Ceneri, formazione dell’autocolonna e partenza alle 08h00. Fa già caldo quando attraversiamo Solduno in direzione di Ponte Brolla, dove si uniscono alla comitiva gli amici Giulio con Luigi e Aldo.
Da lì, avanti su questo ampio fondovalle, quello glaciale della Maggia, fin su, dopo Cevio, a Bignasco (capolinea della ex Valmaggina). Qui, alcuni “massicci” palazzi del secolo scorso, costruiti a bordo strada, testimoniano le vicende di alcuni emigranti che, rientrati in Patria, ostentavano così la fortuna da loro accumulata “via pal mund”. Ma torniamo ad HafliPinz Ti ed al suo convoy che inizia ormai a salire, dapprima sino a Peccia, poi a sinistra in Val Lavizzara per San Carlo e Ghéiba. Aperta la barriera, ci si “arrampica” sui tornanti a fianco dell’unica cava di marmo bianco del Ticino, fino alla galleria Piode del Masnée. Entriamo nella lunga galleria. Carlo, che non aveva fatto la ricognizione preventiva, era preoccupato al riguardo dell’attraversamento della stessa, ma i dubbi sono presto fugati poiché, pur essendo allo stato grezzo, la sua ampiezza ed un cunicolo di sbocco intermedio permettono persino l’incrocio di veicoli. Usciamo e quindi Leggi tutto “Con HafliPinz Ti ne’ “Il fondo del sacco” di Plinio Martini”

1. agosto 2018: triplice appuntamento con la Storia

08h00: è già caldo quando i soci si ritrovano coi loro mezzi nel parcheggio antistante il Bar Billy di Canobbio. Caffé e brioches offerti dal pres Mirto, breve comunicazione da parte di Vittorio e… the show goes on… 12 veicoli in defilée, via Tesserete per Gola di Lago, indi si aprono le barriere per il pascolo sottostante il Fortino di fanteria Cima 1.
Ma cos’è il Forte? A spiegarcelo, all’entrata dello stesso, c’è un anfitrione d’eccezione, il Col Marco Dolina, presidente dell’at Br Fr 9 che, con la gentil consorte, calorosamente ci accoglie e ci guida all’interno del Fortino, illustrandocene le caratteristiche e facendoci scoprire quello che dall’esterno difficilmente avremmo immaginato. Non vogliamo dilungarci sulle caratteristiche in quanto la locandina con il programma della giornata già ne parla, tuttavia ecco due cifre per evidenziarne l’importanza: poteva ospitare una ventina di soldati con gli ufficiali, i quali disponevano, tra l’altro, di una propria riserva d’acqua di 30’000 litri.
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A Piandios, un dubbio… e parecchie certezze!

Domenica 15 luglio, uscita in Val di Blenio, fin su ai 1’867 mslm della Capanna Piandios, versante destro del fiume Brenno.

Tempo splendido. 16 veicoli presenti, 38 i partecipanti… e il dubbio? Si riferisce alla pronuncia del nome del toponimo e dunque: Piano delle ossa o Piano dell’Eterno? E allora? (prima certezza) La questione non era, per noi, fondamentale perché dapprima il panorama ed in seguito il menu servitoci dall’appassionatissimo Capannaro, dal figlio e dalla gentile Viviana, ci hanno entusiasmati.

Eccoci dunque alla cronaca della giornata. 08h45, ritrovo al parcheggio prima del villaggio di Semione. Cielo terso, d’un azzurro intenso. Arrivano i partecipanti e, dopo le ultime info, via verso l’alta Valle. Ad Acquarossa, l’amico Raimondo col suo Haflinger si unisce al convoy e poi avanti, su per la strada del Lucomagno.

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