Una presenza importante all’evento Swiss Classic Award 2025

Ad inizio novembre il nostro Gruppo ha presenziato per la prima volta a questa manifestazione nazionale, ottenendo riscontri molto positivi di cui siamo ovviamente soddisfatti.

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Creda, colori… e calendario al Pranzo di chiusura 2025

La domanda se HafliPinz Ti modellasse la creta si è posta in occasione del “Pranzo di chiusura dell’annata 2025”, organizzato presso il Grotto Monte Creda (creta) di Villa Luganese, con la partecipazione di oltre trenta soci. La risposta è ovviamente negativa, ma l’idea del modellare ci sta in quanto, in questa occasione, sono stati presentati:

  1. il “modello” del Programma di attività per il 2026; un Programma succulento, per restare nell’ambito gastronomico e ripensando al gustoso pranzo consumato in gioiosa compagnia.
    Durante il pranzo, accanto ai vari aneddoti che i partecipanti si sono raccontati, non è mancato l’accenno alle apprezzate uscite della stagione appena conclusa: dalla radiosa apertura sui Monti Bar e Caval Drossa, alle novità della Val Morobbia, del Lucendro e dellOnsernone-Vergeletto.
    I soci hanno ringraziato il Comitato direttivo per l’impegno dimostrato nel promuovere e gestire le attività del Club, segnatamente l’amico Nathan per la dinamicità con cui partecipa al coordinamento degli importanti dettagli di queste uscite.
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La spedizione in Val Onsernone

Come si potrebbe definire l’uscita che il Club ha effettuato nelle Valli Onsernone e Vergeletto, se non impegnativa, ma intrigante ed appagante?
Sono strette e profonde queste valli fluviali dove la strada si aggrappa al pendio e sale in un susseguirsi di curve e tornanti da capogiro, senza dimenticare la notevole opera di Ponte Oscuro. Proprio lì, dove a guardar di sotto vengono le vertigini, la nostra attenzione è stata attirata da un gruppo scultoreo posto proprio all’incrocio delle tre strade. La didascalia in basso a destra dice: “La leggenda della MISERIA” – Agosto 2019 – R. Pache. Sul momento non ho colto il vero significato dello scritto.
L’indomani però, digitando in rete “Ponte Oscuro Onsernone”, l’attenzione è caduta su un articolo del Corriere del Ticino datato 27 luglio 2019. Vi consiglio di andare a leggerlo perché, oltre alla gustosa leggenda, aiuta ad ulteriormente capire i problemi che il vivere in valle ha posto e ancora pone oggigiorno. Detto ciò, torniamo alla cronaca della nostra giornata. Salendo in Val Vergeletto i tornanti sono da pennellare per non dover manovrare inutilmente. Il convoy, ben coordinato da Nathan con la supervisione di Vittorio, dai 318 m.s.l.m. di Cavigliano è giunto ai 906 m.s.l.m. del paese di Vergeletto. È stato un avvicendarsi di curve a 180°, in poco spazio, per guadagnare quota nella valle incassata. Col dovuto rispetto per le grandi opere di genio civile, questi manufatti meritano una menzione accanto alle notevoli realizzazioni delle strade della Tremola e dello Stelvio.
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Forte Mondascia e HafliPinz Ti: insieme per coltivare la memoria

È sulla base di questa riflessione – che in particolare vuol far riferimento al “I° Raduno Internazionale Veicoli Militari Storici”, evento importante organizzato al Forte Mondascia il 18-19 giugno 2005 con la collaborazione di un allora giovanissimo HafliPinz Ti – che il nostro Gruppo ha deciso di partecipare al “Raduno Mezzi Militari Storici” del 7 settembre scorso.
All’invito del nostro Comitato direttivo hanno risposto presente numerosi soci, coi loro bei mezzi, e diversi simpatizzanti.
Questi i 13 veicoli militari storici presentati dai nostri associati: 1 Pinzgauer 710M, 1 Pinzgauer 710K, 2 Puch 230GE, 1 Jeep Willys MB, 1 Jeep Willys CJ 3A, 1 Jeep Willys CJ 3B, 1 Jeep Kaiser con rimorchio Bantam, 2 AMG Mutt di cui uno con rimorchio, 1 Alfa Romeo AR51, un bel e “massiccio” Saurer 6 DM nonché la “vecchietta” Ford GPW del 1942.
Oltre ai mezzi di HafliPinz Ti abbiamo incontrato anche un caratteristico Volkswagen Typ 166, meglio conosciuto come Schwimmwagen, e un Jeep Willys CJ 2A.
Alle 10h00 il briefing, condotto dall’amico Giulio, stabiliva le dritte per il défilé in Val Riviera lungo le due sponde del fiume Ticino. Col suo veicolo di testa (J. CJ 3B di Vittorio), HafliPinz Ti ha anche fornito l’adeguato e vivace accompagnamento musicale con marce militari da tutto il mondo. Questo lungo tutto il percorso, come richiamo acustico al bel vedere del convoy.
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Col Gottardo si raddoppia!

Sì, non un commento, ma due!


Sul Passo del San Gottardo e sull’Alpe di Lucendro: una full immersion nella storia patria e nella natura

Baciato dal sole, in una giornata dal cielo terso, il convoy di HafliPinz TI sale, dal Motto Bartola, i 24 tornanti (nel tratto più spettacolare della Tremola) che lo porteranno ai 2108 m.s.l.m. del Passo del San Gottardo, elemento di identità nazionale e cantonale.
Era infatti il 1832 quando, su progettazione dell’ingegnere ticinese Francesco Meschini, viene realizzata la strada carrozzabile del Passo, tra Göschenen ed Airolo. Giunto al colmo e salutato il monumento all’aviatore Adriano Guex, il convoy si dirige verso l’ampio piazzale antistante la Fortezza Sasso da Pigna. Qui Nathan provvede a disporre, in perfetto ordine cronologico, i veicoli per una prima foto ricordo.
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HafliPinz gradito ospite di Ivantus 2025

Sui loro mezzi, tre moschettieri, un D’Artagnan e un Commodoro; ecco parte della delegazione che si è recata in visita sabato 26 luglio al Raduno di mezzi militari d’epoca presso il Campo delle manifestazioni a Clivio, nel Varesotto. Al mattino – oltrepassato il confine ed appena usciti dalla località, sulla sterrata poco dopo il guado d’accesso – il coordinatore del “7° Ivantus Military Fest”, Matteo Amisano, ha accolto calorosamente il nostro coordinatore Vittorio e la delegazione che si è “insediata” tra carri armati, mezzi anfibi di varie stazze ed altri curiosi ed impressionanti mezzi: una buona cinquantina. Alcuni capannoni davano spazio ai tavoli per il pranzo che, previo ritiro dei buoni, veniva servito agli ospiti da uno staff dinamico ed efficiente.
Alle 14h00 il briefing per gli autieri (soldati del corpo automobilistico) che, alle 14h30, alla guida dei loro mezzi avrebbero effettuato il circuito-convoy. Culmine del percorso era Porto Ceresio dove erano previste la sosta sul lungolago con disposizione in mostra statica dei mezzi, l’entrata in acqua dei mezzi anfibi con esibizione d’attracco, il gelato offerto agli autieri dell’autocolonna.
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All’Alpe delle Lagonce, in un turbine di Storia, Tecnica e Geografia

In occasione della “notturna” dell’ottobre 2024, avevamo percorso quella parte della Linea difensiva che dai Monti di Medeglia porta al Mattro e poi a Cima di Dentro.
Sabato 19 luglio scorso abbiamo percorso anche il “fronte occidentale” di questa Linea che trova il suo “caposaldo” nella postazione d’artiglieria (risalente all’anno 1914) che si trova all’Alpe delle Lagonce. Per la sua costruzione ed il suo approvvigionamento occorreva una strada-mulattiera e questa, per ragioni strategiche, fu costruita sul lato nord del crinale montuoso. Una scelta tecnicamente impegnativa a causa del terreno roccioso, ripido e scosceso: un passaggio “scolpito nella roccia” scriveva Giancarlo nel suo commento all’uscita del 2019.
Ecco perché, dal punto di vista tecnico, su questo tratto abbiamo potuto e dovuto rispolverare le nostre conoscenze inerenti le 4 trazioni, le marce ridotte e la manipolazione del “gas a mano”. Giunti all’Alpe delle Lagonce, la presentazione di alcune fotografie storiche da parte del sottoscritto permetteva di meglio contestualizzare le due postazioni per i cannoni da 120 mm. Queste “bocche da fuoco”, adeguatamente brandeggiate su di un “ventaglio” di 180°, potevano colpire fino al Dosso di Taverne eventuali attacchi nemici da Sud e, a Ovest/Nord-Ovest, attacchi nemici sul Piano, tra Magadino e Gordola.
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In Val Morobbia a rievocare “storie di confine”

“Nel novembre del 1916 le Truppe ticinesi erano accampate nei pressi del Passo San Jorio (al Confine italo-svizzero sullo spartiacque tra la Val Morobbia e la comasca Valle Albano, sopra Dongo) in tenda, con 30 cm di neve fresca” – Fonte: Fondo del Divisionario a.r. Francesco Vicari

La stessa fonte ci dice che nel 1917 alla Caserma Sommafiume (I), appena al di là della Bocchetta di Albano ai cui piedi siamo giunti sulla sterrata dall’Alpe di Giumello, c’erano: 150 posti, un forno per la panificazione in proprio, una teleferica che scendeva in Valle Albano e un telefono che collegava la caserma con i Comandi sul Lago di Como. Tutto questo inserito in un dispositivo italiano che, unitamente ad altri ricoveri militari, si estendeva, appena sotto il crinale, dal Passo San Jorio fino alla bocchetta del Motto della Tappa, affacciato sulla Val Cavargna.
Da questa parte della “cresta”, la Val Morobbia e la Val d’Arbino.
Ben si comprende, dunque, perché negli anni 1935-36, da parte dell’Esercito svizzero, i ricoveri di montagna per le truppe della Bocchetta di Albano e del Buco di Giumello furono rimessi a nuovo per ospitare ognuno 4 ufficiali e 80 tra sottufficiali e soldati.
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Alla scoperta dei Teli… non di stoffa

Ancora una volta l’uscita del nostro Club si è rivelata “poliedrica”.
In effetti, questa volta si proponeva – oltre al consueto défilé dei nostri mezzi storici, al godimento dei variegati panorami ed al piacere gastronomico in compagnia – anche un approfondimento geografico e toponomastico.
“Ahi! Parlaa dificil. Stemm cui pee par tera”. Ok.
Qual è la giusta denominazione tra le seguenti? Valle d’Intelvi, Valli d’Intelvi o Val Intelvi? Consultando la cartina topografica si può rilevare come questo territorio sia percorso da diversi corsi d’acqua. I principali sono: un torrente di nome Telo di Osteno (che sfocia cioè presso Osteno nel Lago di Lugano) ed un torrente detto Telo di Argegno (che sfocia presso l’omonima località sul Lago di Como o Lario). Sulla base di questo rilevamento, tenuto conto della presenza di due torrenti di nome Telo, il toponimo significherebbe: “vallis in Teluis” > “valle nei Teli” da cui “vallis in Telvis”, ai nostri giorni denominata Val Intelvi.
Con i nostri mezzi abbiamo quindi svolto una prestazione non indifferente:
1. Risaliti sulla strada della Val Mara (da Maroggia fino alle sorgenti presso il Monte Sighignola);
2. Costeggiato il torrente Telo di Argegno fino ad una delle sue sorgenti presso l’Osteria dell’Alpe;
3. Quasi raggiunta la sorgente del fiume Breggia (sita poco sopra Erbonne), corso d’acqua che percorre la Valle di Muggio per poi gettarsi nel Lario;
4. Costeggiato il torrente Telo di Osteno (che scende da Lanzo per gettarsi nel Ceresio).
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Pieno successo per la Classica di primavera

Andar sul Monte Bar, per barchi e barchesse, è stata la prima uscita della stagione 2025, svoltasi nell’ambito degli Historic Vehicle Days della SHVF, che il Comitato ha voluto dedicare alla riscoperta del Belvedere del Luganese; questo per i soci veterani come per i soci “new” e “re-entry” che hanno così potuto approfondire le conoscenze tra appassionati di “Strong Oldtimer”. In questo contesto, grande piacere ha fatto anche la presenza di un buon numero di “cuccioli” (nel senso di bambini e ragazzi) che si sono divertiti col nostro convoy e che fanno ben sperare per il futuro del Club.
Un tempo splendido ed una natura rigogliosa hanno fatto “frullare per la mente” a qualche partecipante: … ed il galoppar m’è dolce, col mio destrier meccanico, per queste bianche strade.
Occorre comunque ricordare che la gustosa pratica del fuoristrada, un po’ soft ed un po’ hard, che HafliPinz Ti offre ai suoi soci è il frutto di impegnative negoziazioni con gli enti che gestiscono strade e carrarecce altrimenti chiuse al traffico privato. Spetta quindi ad ogni partecipante (come la gran parte dei soci già fa) trasmettere l’immagine di un Club ben organizzato e rispettoso dei luoghi visitati.
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