In alto i cuori a percorrere… alcuni “chilometri di storia”

Il giorno scelto per questa nostra uscita era perfettamente adatto a quello che ci aspettava e che poi abbiamo vissuto: un’Ascensione da Q273 di Lugano a Q1576 del Rifugio Venini, per giungere poi agli alti manufatti della Linea Cadorna (dispositivo del genio militare italiano degli anni 1911-1916) sulle pendici del Monte Tremezzo. Lungo il percorso c’è stato anche un intermezzo di “picchiata” verso fondovalle e repentina risalita su strade “contorte”, dalle pendenze a tratti superiori al 15% indicato dai cartelli stradali. Verosimilmente strade derivate da originari sentieri per raggiungere le località di Ponna Inferiore. Poi quella Di Mezzo e infine quella Superiore da cui si diparte, finalmente, la gradevole “Via dei Monti”.
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Con HafliPinz Ti a… Washington

Senza passare dalla Siberia, come aveva fatto la spedizione di Overland (i camion fuoristrada arancioni dell’omonima trasmissione su RaiTv negli anni ’90) pur d’arrivare negli Stati Uniti via terraferma, anche noi ci siamo arrivati via strada… ma la nostra Washington era decisamente più vicina. Il Ristorante si trova a Maglio di Colla e per raggiungerlo si incontrano luoghi dai nomi interessanti: Novela, Morel, al Matarlin e poi in da Marda e Malpensata e si passa anche dal Formigon. Chissà, forse proprio il Formigon (quello figurante sul verso della penultima banconota da mille franchi) potrebbe aiutarci a capire l’origine del nome di questo esercizio pubblico che ci ha ospitati per il “Pranzo di chiusura attività dell’anno 2021″… cioè il 17.esimo!
Washington, l’America, quella che nel secolo scorso appariva alle genti delle nostre valli come Paese prospettante un futuro migliore di quello che ci si poteva aspettare rimanendo lì dove si era nati.
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La notturna 2021

Passo del Monte Ceneri, venerdì 29 ottobre 2021, ore 19.45. L’autocolonna in grigioverde è allineata e pronta per la Missione: “infiltrarsi” su carrarecce, tra nuclei di case, tra prati e selve su, su, da Robasacco a Meggiagra, ai Monti di Calmagnun, fin sotto il monte Mattro.
Prima, però, c’è stato l’HafliPinzAperitivo per salutarci ed “entrare in atmosfera”.
Dopo il benvenuto del Coordinatore e del Presidente, la colonna formata da 9 mezzi (3 Pinz, 2 Haflinger, 2 Jeep, 2 Puch) con i loro equipaggi si mette in moto verso Robasacco e l’itinerario della Missione… condividendo il cammino anche… con una cerva, sorpresa dietro ad una curva. Giunti al P.to 1038, sui Monti di Medeglia, si svolta a sinistra in direzione di Cima di Fuori dove, lungo un tratto con ampia panoramica sul Piano di Magadino e sulla Capitale, ci si ferma per godersi l’ampio colpo d’occhio. Nel frattempo, teso l’orecchio, mi par di sentire la voce di un folletto cantastorie intonare… sembrerebbe una canzone popolare italiana degli anni ’30, pubblicata su disco di bachelite a 78 giri/min. (grammofono caricato a manovella), con la voce di Claudio Villa. Essa era poi stata portata agli onori della classifica top 20 della hit parade, paradossalmente dall’italo-americana Connie Francis nel 1961.
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HafliPinz Ti ricorda Mirto, suo Presidente onorario, andando alle sorgenti…

Dapprima il contesto:
Buongiorno monti e sorgenti dell’acque che qui sgorgan copiose per giungere ai rubinetti delle nostre case
(non me ne voglia il Manzoni se ho liberamente parafrasato alcuni suoi versi, ma penso che sarebbe sicuramente stato felice se le limpide acque del Cusello fossero giunte qualche anno prima a Lugano, ovvero durante il suo soggiorno in questa città)
La decisione del Consiglio Comunale cittadino di approvare, nel 1893, il progetto di captazione delle acque dalle falde del Tamaro per distribuirle alle economie domestiche, ai commerci, oltre che alle infrastrutture turistiche (allora in pieno sviluppo) fu un atto di lungimirante coraggio. Ed ora il collegamento col nostro Club: parecchio tempo dopo, e con le dovute proporzioni, è stato un atto coraggioso da parte di Mirto, unitamente ai membri del primo Comitato direttivo, costituire HafliPinz Ti.
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… ma HafliPinz Ti è calamitabile?

Sembra l’avvio di uno sproloquio. Vorrebbe invece solo essere un’immagine inusuale per dire dell’attrazione che esercitano le montagne (e con esse le alte quote) su HafliPinz Ti e sui suoi soci. Per contestualizzare: all’uscita erano iscritti 14 veicoli (4 Haflinger, 3 Pinz, 1 Puch, 6 Jeep) e 32 persone partecipanti, per un itinerario che ci portava fino a toccare i 2000 mslm in cima alla Valle del Sole. C’è da pensarci; si cercherà di rispondere.
Dapprima la cronaca: ritrovo al parcheggio di Semione con la verifica del numero dei partecipanti, il saluto e l’avvio dell’autocolonna in direzione della meta. Passato Olivone, nascosta dietro i bastioni del Sosto e della Cima di Toira, la vista si riapre presentando “l’oasi” di Campo Blenio. Poco oltre, presso Ghirone e ai bordi del Brenno della Greina, HafliPinz Ti gusta il suo conviviale aperitivo nelle accoglienti strutture della Pineta Saracino.
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Sulle tracce della linea difensiva del Gesero

Punto strategico durante le due Guerre mondiali (aspetto storico-culturale), panorama mozzafiato su Alpi, Prealpi e Locarnese (aspetto ricreativo)

“Cogli il momento!” – Lo diceva un filosofo dell’antichità; così è stato. In un momento in cui le contrarietà sembrano accavallarsi anche HafliPinz Ti ha dovuto, per la seconda volta in questa stagione, reinventarsi. Dopo il rinvio dell’uscita in Val di Carassino (per regioni di transitabilità), che Vittorio ha saputo opportunamente sostituire con la trasferta al Passo San Lucio, la successiva uscita all’Alp Stabveder (Val Calanca) sembrava cosa acquisita. Purtroppo, per motivi indipendenti dalla nostra volontà, il programma è andato “con le gambe all’aria”. I tempi erano ormai stretti, però un colpo di fortuna era nell’aria e, ancora una volta, Vittorio ha saputo coglierlo rispolverando un progetto in “stand by” da alcuni anni: risalire, cioè, la Valle di Arbedo su, su fino a toccare la quota 2002 della località Biscia, ai piedi del Corno del Gesero-Cima delle Cicogne. Detto fatto, il programma è stato allestito, pubblicato sul sito e inviato agli associati. Leggi tutto “Sulle tracce della linea difensiva del Gesero”

Il commento alla nostra classica di primavera

“… Scusate: è passato anche di qui l’anno 2020?”
“… Forse, ma che caratteristiche aveva?”

Questo potrebbe essere un dialogo estratto dalla pièce teatrale in cui ci è parso di essere coinvolti nella nostra uscita… “della rinascita”, dopo i “domiciliari” a seguito del lockdown.
Sul perché di questa domanda-risposta tornerò più avanti. Andiamo con ordine.
Dapprima: 12 i mezzi e 26 gli impavidi partecipanti, di cui quattro giovanotti ed un pargolo di 6 mesi!
E ora all’itinerario: dopo un circuito sulle due sponde della Valle di Muggio, da Obino, imboccata la carrareccia in acciottolato (in dialetto: risciada) di notevole fattura, nel bosco sul crinale che conduce al Generoso è stato un avvicendarsi di emozioni. Dapprima, l’improvviso affacciarci sul “balcone” dell’Alpe Caviano, con una splendida veduta a 150 gradi, spaziante dalle pendici del San Giorgio alla Pianura Padana. Quindi, proseguendo nel bosco e passando per le belle radure del Dosso dell’Ora e della Balduana, si è giunti ai poggi di Pianspessa.
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In ricordo di Mirto

L’amico Tiziano Klein ha pubblicato sul sito dei VAL – Video Autori Lamone, del quale è Presidente, un bel video in ricordo del nostro carissimo Pres Mirto, il quale è stato a sua volta socio VAL.

Si tratta di un collage di immagini che riprendono alcuni momenti lieti della vita di Mirto e ne testimoniano i molteplici interessi.

Un sentito grazie a Tiziano per questo suo toccante tributo.

Estratto dal video (cliccare per visualizzarlo)

Agape di chiusura, stagione HafliPinz Ti 2019

“La nebbia agli irti colli”… piovendo abbondantemente… “sale”… e sotto il monte Rosone urlano e biancheggiano Cassarate e Franscinone.
Ciononostante, all’interno del Grotto del Faggio, in quel di Madonna d’Arla, gli impavidi cavalieri e dame di HafliPinz Ti (sono 24 i commensali) all’aperitivo brindano ad un’appagante stagione sociale, che ci ha portato su e giù per belle e intriganti sterrate e strade del Ticino e della Regione Insubrica.
Prima “da met i gamb sota al tavul”, Vittorio, dopo aver riassunto i messaggi di saluto ed augurio dei vari soci impossibilitati a partecipare, ha informato al riguardo delle attività della prossima stagione, distribuendo il Programma in versione cartacea.
Inoltre, ha voluto significare, a nome del Club, la riconoscenza ad alcuni soci e collaboratori che, col loro impegno straordinario, hanno dato lustro all’attività sociale.
Da tutti è stata apprezzata la presenza fisica del Presidente Mirto che, nonostante qualche acciacco, non ha rinunciato a quest’appuntamento.
Occorre anche dire che è mancata la presenza del nostro “corista” Fausto, ma le immagini teletrasmesse del suo, quasi contemporaneo, bel concerto con i Cantori delle Cime al LAC lo hanno sicuramente “riabilitato”.
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La notturna dei tre lustri sulle alture del Luganese

Nell’immagine: Puch 230 GE in un guado lungo il Franscinone in piena

“3 LUSTRI PER NOI”: da quel valente matematico e profondo conoscitore della lingua che sono ho dedotto che ciò che bolle in pentola deve avere attinenza con il numero 15. Visto che sotto il nostro logo sta scritto “Since 2004”, fatti i due conti della serva, anche se mi rifiuto di capire l’astruso anglicismo che ci viene propinato, arrivo alla conclusione che sono 15 anni che solchiamo sentieri e carrarecce con i nostri mezzi grigioverdi.
Due Hafli, due Pinz, due Jeep e due Puch e la colonna è fatta.
Si parte, si è sicuri di sapere dove si va, si escludono sorprese, ma non è così!
Sosta inattesa a Madonna d’Arla per il classico apero e qui Vittorio ci apre le porte dell’avito rustico di famiglia dove, tra il nostro triste grigioverde, spicca il luminoso bianco di una Margherita che ci attende con le consuete leccornie ed uno scoppiettante fuocherello a sollazzo dei nostri retrotreni termicamente già messi alla prova. Leggi tutto “La notturna dei tre lustri sulle alture del Luganese”