… ma HafliPinz Ti è calamitabile?

Sembra l’avvio di uno sproloquio. Vorrebbe invece solo essere un’immagine inusuale per dire dell’attrazione che esercitano le montagne (e con esse le alte quote) su HafliPinz Ti e sui suoi soci. Per contestualizzare: all’uscita erano iscritti 14 veicoli (4 Haflinger, 3 Pinz, 1 Puch, 6 Jeep) e 32 persone partecipanti, per un itinerario che ci portava fino a toccare i 2000 mslm in cima alla Valle del Sole. C’è da pensarci; si cercherà di rispondere.
Dapprima la cronaca: ritrovo al parcheggio di Semione con la verifica del numero dei partecipanti, il saluto e l’avvio dell’autocolonna in direzione della meta. Passato Olivone, nascosta dietro i bastioni del Sosto e della Cima di Toira, la vista si riapre presentando “l’oasi” di Campo Blenio. Poco oltre, presso Ghirone e ai bordi del Brenno della Greina, HafliPinz Ti gusta il suo conviviale aperitivo nelle accoglienti strutture della Pineta Saracino.
Quindi si riparte coi nostri mezzi, “arrampicandoci” fino all’imponente diga del Luzzone, testimone dei ciclopici lavori di costruzione svoltisi ad inizio anni ’60. Tessera di uno di quei grandi progetti che alla fine degli anni ’50 e negli anni ’60 hanno segnato un’importante tappa nel raggiungimento del benessere in Ticino. L’“oro blu” (l’acqua dei fiumi), una delle poche risorse del nostro territorio, veniva (e viene tuttora) captato e condotto tramite innumerevoli prese d’acqua e gallerie scavate nelle montagne per essere raccolto nei grandi bacini in quota. Da lì si trasforma l’energia potenziale derivante dalla pressione dell’acqua dapprima in energia meccanica, poi in energia elettrica. Quest’ultima spalanca le porte all’impiego di una moltitudine di elettrodomestici divenuti per noi banale quotidianità, ma che in quei tempi si contavano sulle dita di una mano. E ricordiamoci che ai nostri giorni la carica energetica trasmessa dalle batterie alle auto elettriche viene attinta a questa fonte.
Cosa c’entra questo con l’uscita di HafliPinz Ti fino alla Capanna Adula CAS? Per comprenderlo rispondiamo alle seguenti domande.

  1. Per quale scopo fu costruita la galleria della Toira che permette di “vincere” i due bastioni montagnosi?
  2. Grazie a quale opera è possibile raggiungere velocemente lo scosceso altro versante della valle del Luzzone?
  3. Attraverso quale opera abbiamo infine potuto accedere alla Valle di Carassino e, quindi, alla nostra meta?

Rispondendo a queste domande comprenderemo perché le grandi opere idroelettriche dell’OFIBLE sono collegate alla nostra uscita all’Adula. Infatti, anche grazie a queste grandi opere, abbiamo percorso l’idilliaca carrareccia che ci ha condotto sull’ampio fondovalle fino al pianoro sterrato sul quale abbiamo allineato i nostri automezzi.
Qualche fuori programma di carattere tecnico ha preoccupato qualcuno di noi e ha incuriosito il resto della compagnia, ma non è certo mancata la solidarietà tra i partecipanti nel cercare, per quanto possibile, rimedi ai guasti. Questa solidarietà è uno degli elementi fondamentali in un club. Senza di essa un raduno sarebbe semplicemente un casuale incontro di persone.
Ma riprendiamo dai nostri mezzi allineati in posteggio. Da lì intraprendiamo una breve camminata per raggiungere il “nido d’aquila” che ospita la Capanna ed il suo terrazzo naturale (Q 2020 mslm) dal quale si gode di un panorama mozzafiato su Dangio (Q 800 mslm) e, pareva che fosse a un tiro di schioppo, sull’altro versante della Valle di Blenio e su innumerevoli vette alpine.
Ma ecco che è tempo di sederci alle tavole imbandite e di fruire dell’opportuno buffet che permette di accorciare i tempi del servizio e di gustare un’ampia scelta di formaggi e di salumi. Un ringraziamento è qui doveroso alla capacità e all’impegno dimostrato dallo staff della Capanna capitanato da Berry.
Resta però aperta la domanda del titolo, ma qui la risposta la lascio liberamente ad ognuno di noi.
Quanto al successo di questa uscita, penso che basti ripensare al caloroso saluto di congedo che ci siamo scambiati e alla convinzione con cui ci siamo dati appuntamento per l’uscita successiva.

Carlo


Autocolonna
14 veicoli (4 Haflinger 700AP > un record per il nostro Club!, 3 Pinz 710M, 1 Puch 230GE, 2 Jeep Willys MB, 2 Jeep Willys CJ 3B, 1 Jeep Willys CJ 3A, 1 Jeep Kaiser)

Partecipanti
32

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