La Classica

1.  Il prevosto della mia parrocchia mi ha chiesto di scrivere un resoconto sulla Messa ordinaria che aveva celebrato.

2. Il Vittorio mi ha chiesto di scrivere un resoconto sull’uscita d’apertura del Club.

In ambedue i casi un feroce mal di testa: due eventi immutati con un copione che è riproduzione a cartacarbone dei precedenti.

Cosa scrivo che a i è sempar i stess ropp, sü e giò, scià e là, ridotte e sterrati, se a l’è mia Roverasc a l’è Cioasc!

Non avevo fatto i conti con il Mago Merlino di HafliPinz Ti, il sempiterno Vittorio, che ha estratto dal militaresco cuoio della sua ‘Kartentasche’ non un coniglio ma una gustosa variante che ha esaltato tutti.

Ma andiamo per ordine, perché è l’ordine l’imprescindibile base delle nostre uscite sul terreno. In perfetto orario è schierato il convoy con alla testa lo zoccolo duro che rappresenta la nostra denominazione ufficiale (3xP, 2xH), a seguire uno stuolo di infiltrati che attentano alla purezza della razza, le camionette militari tout terrain, scarti d’ogni tipo di eserciti. Ospitiamo con piacere la Willys MB di Giovanni, meneghino di Milano, spesso con noi nonostante la lunga trasferta. Minuti di frenetica attesa perché non si vede il Puch presidenziale: non si tratta tanto della mancanza della massima autorità, ma del fatto che chi la rappresenta è delegato al trasporto dell’aperitivo.

Autostrada sterrata tagliafuoco dalla strada di Cureggia verso i faggeti di Pedra Grossa, grandi lavori di disboscamento nel bosco della Snela e, senza preavviso, sullo sterratone della Strada di Ort, botta di vita fuoristradistica, polvere impalpabile che in caso di pioggia sarebbe stata tragico fango. Impegno massimo, adrenalina alle stelle, ma tutto è andato liscio, come da copione, tranne una camionetta che in una curva ha fatto la “Matta”, ma che subito è stata tratta dall’impiccio dalle truppe USA.

Aperitivo sul monte dei fratelli Catella, cordiali e disponibilissimi, contraddistinto da luganighe eccelse rigorosamente crude, e poi via verso il secondo punto hot, la “curta” di Pe’ d’Arla, da percorrere in salita. Questo è il palcoscenico dell’immane tragedia che vede i notevoli ma inutili sforzi del volonteroso Tito di condurre il suo agile mezzo oltre un coacervo di sassi disseminati sul percorso, tali da riportare la mente alla battaglia dei Sassi Grossi. Ad acuire il suo dolore e la sua onta la voce stentorea del capoconvoglio: “Turna indré e va su cunt la strada!” E, a rigirare il coltello nella piaga, il suo navigatore che lo abbandona per salire a bordo della prima Jeep che passa: qui si impone la citazione della dantesca Commedia “Quando si parte il gioco de la zara, / colui che perde si riman dolente, / repetendo le volte, e tristo impara; / con l’altro se ne va tutta la gente; / qual va dinanzi, e qual di dietro il prende …”

Per fortuna il celestiale capretto rosonese e rosolato di Françoise e Chico Rezzonico scaccia dalla gola ogni magone. Rientro via Monte Roveraccio perché ormai l’asfalto della Grande Lugano ci disgusta e fa sbandare i nostri mezzi!

GCB 2017


Autocolonna
15 veicoli (3 Pinz 710M, 2 Haflinger 700AP, 2 Puch 230GE, 3 Jeep Willys MB, 1 Jeep Willys CJ 3B, 3 Jeep Kaiser CJ-5, 1 AR52 Alfa Matta)

Partecipanti
25

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